Assemblea annuale 2026, la relazione del presidente Sparagna

Pubblicato da criadmin il

Si è svolta domenica 26 aprile, nella sede dell’Unità territoriale di Formia, l’assemblea annuale per l’approvazione dei documenti di bilancio riferiti all’anno 2025. Il presidente Alessandro Sparagna, che termina quest’anno il suo mandato, ha voluto tracciare, prima della presentazione della parte tecnica, un quadro delle attività svolte dal comitato Cri Sudpontino, inserendolo nel difficile contesto globale in cui Croce Rossa e Mezzaluna Rossa operano. Il dott. Sparagna ed il direttivo da lui guidato hanno operato secondo il principio di prudenza. Lasceranno pertanto il testimone con i conti in ordine ed una squadra di volontari rinnovata, che punta su una componente giovanile in crescita. 

Care socie e cari soci, L’assemblea annuale è il momento istituzionale dove offrire a tutti un quadro fedele dello stato di salute dell’Associazione, e conoscere i dettagli relativi ai tanti impegni. Nell’introdurre la relazione da allegare al bilancio consuntivo 2025 permettetemi, prima di tutto, alcune considerazioni di carattere generale e di condividere con voi gli orientamenti che il Consiglio Direttivo ed io abbiamo ritenuto debbano guidare questo quarto anno del mandato che avete voluto affidarci nel febbraio 2023. Viviamo indescrivibili preoccupazioni per i conflitti in Europa e in Medio Oriente, i più gravi dopo la Seconda guerra mondiale. Angosciano il brutale uso della forza e gli aspetti umanitari, con infinite perdite di vite umane e i rischi che le guerre si incancreniscano e si diffondano. È messo in discussione il DIU e dobbiamo contare diversi morti anche tra i volontari della Croce Rossa e Mezza Luna Rossa. Viviamo una fase inedita di grandi incertezze e contraddizioni: tempi di grandi potenzialità e sfide dell’intelligenza artificiale, ma anche con oltre 120 milioni di persone attualmente sfollate nel mondo. La combinazione di conflitti armati e disastri ambientali (siccità, alluvioni) determinano un numero sempre maggiore di migranti e l’umanità si interroga sul proprio destino. Come afferma in un comunicato stampa il Centro Studi e Ricerche IDOS sulle migrazioni, “Le migrazioni non sono una minaccia né un’anomalia da correggere, ma il sintomo di un disordine globale – frutto di crisi climatiche, economiche, sociali e politiche intrecciate – che ci impone di ripensare le priorità collettive e immaginare nuovi orizzonti di giustizia, in cui la cura dell’altro e la salvaguardia del pianeta diventino parte integrante di un progetto condiviso di futuro.” Le guerre in corso hanno ormai spezzato centinaia di migliaia di vite umane, soprattutto tra le popolazioni civili indifese con un bilancio spaventoso di morti tra Croce Rossa Italiana Comitato Sud Pontino Il Presidente donne, vecchi e soprattutto bambini. Intere città sono state devastate, distruggendo in questo modo una civiltà che nei secoli si era andata affermando. Tutto ciò rende il futuro sempre più incerto ed accresce le preoccupazioni, sia per il presente, sia per quello che potremo lasciare alle prossime generazioni. Nel 2015 Papa Francesco nel suo messaggio per la Giornata Mondiale della pace, invitò a non far prevalere la “globalizzazione dell’indifferenza” …. purtroppo, un atteggiamento di chiusura sempre più diffuso! Non si ascoltano gli appelli del Pontefice né dei premi Nobel della Pace. È necessario partire dal “disarmare le parole”, ha detto ancora recentemente Papa Leone XIV… ma è un appello senza risposta e con gravi conseguenze! Il presidente Valastro nell’Assemblea Nazionale il 18 aprile scorso a Roma, ha ricordato le parole del Presidente della Repubblica nel suo messaggio di fine anno “La pace è un modo di pensare: quello di vivere insieme agli altri, rispettandoli, senza pretendere di imporre loro la propria volontà, i propri interessi, il proprio dominio” Dobbiamo crederci e fare la nostra parte! Se vogliamo essere protagonisti nel costruire il futuro, sta a noi decidere cosa fare del nostro presente, perché ricordiamoci che il presente che noi viviamo sarà il passato che lasceremo a chi verrà dopo di noi e lasciargli un bel passato è nostro dovere! Di fronte a tutto questo intervenire è una scelta.

 

Dott. Alessandro Sparagna

Siamo volontari…. ma non volontari qualsiasi… siamo volontari della Croce Rossa Italiana… la nostra forza non sta solo nelle nostre mani, ma nel cuore che mettiamo in ogni gesto, in ogni progetto, in ogni azione. Dobbiamo essere estremamente motivati e ogni giorno dare il massimo per chi ha bisogno, per dare fiducia, solidarietà e speranza… sapendo che questo significa avere il coraggio di mettere in gioco sé stessi, il coraggio di fallire, di rialzarsi, di imparare, e di continuare ad agire. Siamo noi, con le nostre mani e il nostro cuore, a costruire il futuro che immaginiamo. Questo deve caratterizzarci e questo, credo, è ciò che ci rende davvero unici e straordinari. Nel dire questo, il mio pensiero va ai giovani, ai ragazzi che oggi si affacciano al nostro mondo associativo… sono il futuro! Sono sicuro porteranno nuove idee e cambiamenti! Il loro entusiasmo, la loro creatività e il loro desiderio di un mondo migliore, rappresentano una forza motrice fondamentale per dare nuova linfa alla nostra vita associativa e costruire un futuro più inclusivo caratterizzato da determinazione e speranza. Allora, nel programmare, nello sviluppare progetti, nel concretizzare attività, diventa indispensabile la collaborazione e la capacità di saperli motivare e coinvolgere. Credo che i nostri giovani, che vedo sempre più numerosi ed entusiasti, si siano ben inseriti e questo vuol dire che siamo riusciti già a creare le giuste condizioni e a trasmettergli valori e motivazioni. In questi ultimi 3 anni il nostro Comitato è cresciuto ed ha nuova credibilità e considerazione. La nostra ulteriore crescita dovrà essere caratterizzata da un rinnovato spirito collaborativo, dalla capacità di porsi e proporsi ad ogni livello, nel saper far prevalere la capacità di stare insieme, nell’essere più inclusivi. Inclusione significa creare un’associazione in cui ogni individuo si senta parte integrante e valorizzato, indipendentemente dalle sue caratteristiche o dalla sua provenienza. Il ringraziamento mio personale e credo di tutti voi deve andare a quei volontari, tanti devo dire, che maggiormente si sono resi disponibili, si sono adoperati per favorire l’amicizia, la convivialità, il divertimento, la solidarietà, mostrando umanità e senso di appartenenza. In una società che premia e privilegia l’apparire, loro rappresentano quella parte che ama il fare e non l’inconcludente cicaleccio. Il loro esempio ci invita a non essere spettatori indifferenti ma protagonisti: capaci di sporcarci le mani, di coinvolgere, aiutare chi non ce la fa, senza paura di rischiare per timore di sbagliare. I risultati si ottengono quando ognuno fa la propria parte, ognuno nel proprio ruolo e nelle proprie possibilità, con l’impegno e l’orgoglio di farlo bene, con lealtà. Il perdurare di contrasti e litigiosità al nostro interno, anche se sempre meno in verità, evidenziano tuttavia la necessità di una maggiore attenzione ad atteggiamenti che non possono essere accettati, spesso accompagnati da una non adeguata conoscenza dello Statuto e dei regolamenti. Tutti nella nostra associazione devono sentirsi a casa propria, condividere il senso di appartenenza e quello spirito associativo che sempre ci dovrebbe guidare. Quando facciamo squadra siamo più efficaci nell’ affrontare sfide e difficoltà; puntiamo sulle positività, superiamo i motivi di divisione soprattutto nelle cose irrilevanti, evitiamo di personalizzare sempre tutto. A volte si è presi dai pettegolezzi sulle inezie e si perde di vista la sostanza. Occorre dare invece priorità al valore del servizio alla comunità, al senso di fratellanza. Si potrà anche questionare e dibattere, ma alla fine si deve trovare sempre una soluzione condivisa da tutti, soprattutto da chi all’inizio era in disaccordo e che comunque, dimenticando l’egoismo, deve accettare le decisioni della maggioranza perché fa parte di un’associazione. Vediamo, ora, cosa ha caratterizzato di più il nostro impegno in questo ultimo anno e quello che ci prepariamo a fare. Vorrei intanto ringraziare il Consiglio Direttivo per la dedizione e l’entusiasmo profuso in questo anno di lavoro. In particolare, il vicepresidente Antonio Testa che si è fatto carico di espletare tutte quelle indispensabili incombenze burocratiche relative alla gestione economica e amministrativa. Ha lavorato dietro le quinte, un lavoro impegnativo, silenzioso, continuo, di grande aiuto per tutti noi, garantendo una corretta gestione di innumerevoli problemi. Il numero degli associati alla data del 31.12.2025 è composto da n. 147 soci ordinari. Nonostante una generale flessione, è un numero che potrei definire stabile. Qualcuno ha preferito andar via ma altri sono arrivati e le previsioni sono positive principalmente perché tra i nuovi ci sono tanti giovani, evidenza di un importante cambio generazionale. L’orientamento di fondo che ha guidato me e il Consiglio Direttivo è stato innanzitutto quello di garantire condizioni economiche rassicuranti e con una situazione patrimoniale che mantenesse adeguati margini di sicurezza. La prudenza, con grande perseveranza, e l’attenzione al contenimento dei costi non ha impedito un miglioramento continuo, già iniziato nel 2023. Non ci ha impedito di svolgere attività, di finanziare iniziative e progetti. Soprattutto ci dà la possibilità di programmare il prossimo futuro con serenità. Abbiamo continuato a svolgere tutte le varie attività mantenendo una situazione economica di sostanziale equilibrio, realizzando un avanzo d’esercizio, pari a euro 5.766, in favorevole controtendenza rispetto ai precedenti esercizi. Abbiamo incrementato, e credo migliorato, la comunicazione, sia con il sito internet che con i social, al fine di tenere sempre aggiornati i nostri associati su programmi ed iniziative. Nel preparare la relazione ho ripercorso i vari momenti che hanno caratterizzato la nostra attività nel 2025…. Sono davvero tanti e testimoniano sia quanto siamo riusciti ad essere presenti sul territorio sia i rapporti sempre più solidi e costruttivi che abbiamo con le Istituzioni.

 

Da queste immagini si comprende che non si è trattato di una passeggiata, di una cavalcata trionfale. È stato un percorso a tratti difficile, certamente impegnativo, ma voluto con determinazione e passione. I risultati raggiunti meritano rispetto e dobbiamo considerarli un punto di partenza e non di arrivo. L’esperienza di questi anni conferma quanto sia importante lo spirito di squadra e la disponibilità di tutti. Dobbiamo essere consapevoli che tutto ciò chiede ad ognuno di noi maggiore responsabilità e impegno. Ognuno deve chiedersi quanto è disposto a dare… con molta pazienza, disponibilità, spirito di servizio e tanta umiltà. A volte il peso delle attività è stato portato da pochi, e per questo voglio incoraggiare una partecipazione più ampia. Ogni piccolo contributo è prezioso e permette all’associazione di crescere e di affrontare le sfide future.

 

Ringrazio di cuore tutti coloro che hanno collaborato e dedicato il loro tempo… un grazie speciale a chi c’è sempre stato, con impegno e passione. Credo che abbiamo e stiamo lavorando nella giusta direzione…. continuando a promuovere quei valori di pace, fratellanza, uguaglianza, inclusione, solidarietà, amicizia e l’impegno nel consolidare il rapporto con le istituzioni, sono le chiavi utili a dare credibilità, solidità e futuro al nostro Comitato. Nel rispetto della nostra Storia, delle tradizioni, dell’osservanza delle regole, continuiamo ad impegnarci a realizzare quanto ci siamo proposti, aiutiamo chi ha responsabilità e sentiamoci orgogliosi di essere volontari. Guardiamo avanti con fiducia e continuiamo a mantenere vivo il nostro spirito associativo. La nostra storia dobbiamo costruirla e guadagnarcela ogni giorno con senso di appartenenza. Dobbiamo accettare fragilità e imperfezioni, vedere nelle difficoltà opportunità di crescita, rinascita e nuova consapevolezza. Se non cambiamo qualcosa in ciò che stiamo facendo oggi, tutti i nostri domani saranno come ieri. Questa strada non ci chiede di essere perfetti, ci chiede di esserci… “ovunque per chiunque” Per noi, ancora e sempre, le persone sono al centro. Quanto voi credo nell’Associazione e oggi, a maggior ragione, sono orgoglioso di appartenervi. Siamo arrivati alla conclusione di questo mio intervento. Chiudo ricordandovi che questo sarà il mio ultimo anno di mandato e che il prossimo anno lascerò l’incarico a chi, son certo, saprà fare meglio di me per il bene del nostro Comitato! Vi ho illustrato lo stato delle cose, fatto una panoramica delle attività svolte ed evidenziato qualche aspetto particolarmente significativo del bilancio che è stato inviato a ciascuno di voi e che ora dobbiamo approvare. Come vi ho detto, ci vede in una situazione di tranquillità e di equilibrio e non ci è giunta nessuna osservazione, immagino quindi non ci saranno problemi.

Alessandro Sparagna


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